Riccardo Poggi


Paolo Grisolia


Marcello Cerruti


Valeria Borra


Jovi Berton

 

Panel 1 - prospettive.cultura@ict&newmedia

web4unity: “In rete per un mondo unito”

Riccardo Poggi

Il n ostro contributo al convegno riguarda internet. Quello che vi proponiamo però non è il frutto di una riflessione o uno studio, ma la storia e la vita di oggi di una community nata attraverso la rete: web4unity





Una premessa: siamo in cinque a parlarvi, ma vorremmo parlare come se parlasse tutta la community di cui facciamo parte.

Quello che vi proponiamo però non è il frutto di uno studio o di un approfondimento, ma la storia e la vita di oggi di una community nata sull'internet e per l'internet: web4unity. Il nostro sottotitolo è “In rete per un mondo unito”.



Parto da un anno, il 1999. In questo anno in Italia un provider - una compagnia telefonica – apre il primo accesso gratuito a internet, seguito subito da molti altri. Questo fatto - unito ad altri - ha fatto sì che la crescita dell'uso di internet in famiglia, oltre che sul lavoro, avesse in Italia un'impennata. Moltissime persone di ogni età si sono trovate in mano all'inizio del nuovo secolo, e quasi improvvisamente, quasi senza sceglierlo, questo nuovo strumento – per alcuni un giocattolo, per altri un fastidio necessario, per altri un potenziale pericolo, da cui difendersi, da cui non sapere come difendersi.

La nostra storia nasce in quel periodo, quando due di noi, Paolo ed io, ci siamo interrogati, ci siamo detti: “Noi usiamo l'internet per lavoro normalmente, da anni, perché non mettiamo disposizione la nostra competenza e anche un pochino del nostro tempo libero per aiutare amici, parenti, vicini a cambiare il loro modo di vedere l'internet.?”


Paolo Grisolia

La domanda che ci siamo fatti era: internet è un mezzo di comunicazione, più potente e disponibile di altri: i nostri amici hanno bisogno di scoprire che anche sulla rete si può comunicare, si possono vivere le amicizie e quei valori in cui crediamo nella vita di tutti i giorni... non deve essere un ostacolo ma una opportunità.

Con altri 5 amici mettiamo in piedi un seminario di due serate nel maggio 2002, che coinvolge circa una quarantina di persone su due serate. Una conseguenza visibile è la diminuzione di messaggi e-mail inutili, la quasi sparizione delle catene di notizie false e dei virus nelle comunicazioni di questo gruppo.

L'esigenza di questo tipo di iniziativa si diffonde. Nell'autunno 2003 raduniamo 180 persone ad un convegno di una giornata (“Insieme in rete per un mondo unito”), che copre una vasta gamma di argomenti con circa 20 relatori.

A quel convegno presentiamo l'idea che internet, come gli altri mezzi di comunicazione, ha una vocazione: avvicinare gli uomini tra di loro.

A questa data - 5 ottobre 2003 – facciamo risalire la data di fondazione di web4unity. Infatti è stato lì che ci siamo resi conto che pur essendo partiti per costruire un convegno che aiutasse gli altri, nel cammino era nato un qualcosa di più, era nata una comunità di persone, che eravamo noi. In quel momento ci siamo sentiti però di dire “siete anche tutti voi”, quindi questo momento di comunicazione con i partecipanti al convegno ha fatto nascere questa realtà. È stato un passo importante che stiamo vivendo tuttora.















Ai 7 che avevano realizzato il primo seminario, si sono aggiunti molti altri disposti a lavorare al progetto, di diverse età, dai 20 ai 50-55, di diverse posizioni geografiche, di diverse professioni: non solo del mondo informatico come Livio, Paolo, Franco, ma anche insegnanti come Luisella, Dani, Lorenza, psicologi come Cecilia, Monica, e studenti di varie facoltà, come Valeria, Andrea, Jovi, Stefano... o genitori che sperimentavano le opportunità e i problemi dell'uso di internet in famiglia.

Marcello Cerruti

Tutto questo lavoro di preparazione noi l'abbiamo voluto fare sulla scia di quanto era stato proposto proprio da NetOne 4 anni fa nel convegno sulla comunicazione. Ci siamo accorti che al centro del convegno c'erano 4 semplici regole sulla comunicazione e così, proprio vivendole, abbiamo scoperto sul campo che funzionano realmente. La prima è il fatto che comunicare è essenziale. All'inizio non tutti ci conoscevamo: qualcuno era di

Genova, qualcuno di Torino, qualcuno di Cuneo, eravamo sparsi e non eravamo al corrente l'un l'altro delle nostre conoscenze, delle rispettive sensibilità.La prima cosa che abbiamo dovuto fare è stato condividere fra noi quello che eravamo.

La seconda regola è che per comunicare bene bisogna vivere l'altro. Conoscendosi emergono le differenze, i diversi modi di vedere, i difetti delle persone e alle volte si rischiava magari anche di litigare.... il secondo passo è stato quindi di lasciare chi avevamo davanti libero di comunicare con noi, facendogli spazio, senza mettere la nostra idea davanti a lui come una barriera.

Facendo questo abbiamo visto che funzionava anche il terzo punto: era quello di sottolineare il positivo. Questo modo di ascoltarci ci ha permesso di far emergere dalle posizioni di ognuno le cose valide, il positivo che c'era, e in questo modo la diversità è andata ad arricchire tutti.

La quarta regola dice che importa l'uomo e non il medium, ci siamo accorti di come alle volte l'idea di usare la tecnologia più nuova o più di effetto rischiava di tagliare fuori qualcuno dalla comunicazione. Il rimedio per non cadere in questo errore e arrivare veramente a tutti era di ricordarci che stavamo comunicando non con il nostro PC che avevamo davanti, ma con una persona che era all'altro capo della rete.


Riccardo Poggi

È interessante notare che questa non era soltanto una dinamica vista all'interno del nostro gruppetto ma che a mano a mano che studiavamo l'internet per poterla presentare, vedevamo che ognuno di questi quattro punti si può applicare alla comunicazione sull'internet.


Valeria Borra

Quello che Marcello vi ha detto è diventato un po' lo stile della community, che dai 20-25 fondatori si è allargata:

abbiamo deciso di consolidare questo stile di vita, questo modo di interagire tra di noi in un manifesto che noi chiamiamo la Carta di web4unity. Ecco i punti chiave, il cuore della Carta.

1) “Unità e universalità”: tutti devono poter comunicare, grandi e piccoli, dotti e ignoranti, uomini e donne; deve risultare normale l'uso dei media, accessibile a tutti, senza discriminazioni.

2) “Unità e diversità”: non avere paura del diverso da sé, valorizzare la propria cultura ma anche quella altrui, avvicinarsi quindi all'interlocutore con un atteggiamento di ascolto profondo e di rispetto.

3) “Unità e verità”: nella comunicazione si dovrebbe sottolineare quel che consente all'umanità di progredire verso la sua piena realizzazione (l'unità), piuttosto che quel che l'allontana dalla sua vocazione. La doverosa denuncia del male dovrebbe essere anch'essa orientata al bene. Serve una comunicazione di qualità.

4) “Unità e unicità della persona”: il primo mezzo di comunicazione, il più valido siamo noi stessi, altrimenti i mezzi non servirebbero assolutamente a nulla. E non si tratta solo di comunicare, ma addirittura di dare sé stessi nella comunicazione. Ricercare una realtà concreta, non una virtualità di rapporti.


Marcello Cerruti

Gli strumenti che ci aiutano a rafforzare il legame fra tutti i membri della community sono i più vari: siamo presenti online con un portale, “luogo” di dialogo in cui ci si confronta su tematiche legate al mondo di Internet e dell'informatica in genere. Nei forum, per esempio, si parla di open source, di protezione dai comportamenti offensivi, ma anche di Internet in famiglia o dei risvolti sociali del rapporto fra utente e mezzo.
A scadenze regolari, inviamo una newsletter che propone approfondimenti sulla comunicazione in Internet, notizie sull'attualità della rete, resoconti e proposte delle nuove iniziative di web4unity.








Per estendere questa realtà anche fuori dall'online, organizziamo seminari, convegni, serate a tema, come quella del 24 maggio 2004 a Genova che ha ospitato due importanti esperti del settore: Paolo Attivissimo, giornalista informatico e detective Antibufala e Markus Wiedermeier, referente di Pegasus Mail Italia.

Giulio Meazzini

Qual è il vostro valore aggiunto rispetto a tante iniziative che ci sono in rete, se tu dovessi dire voi in che cosa siete diversi da altre iniziative simili, che mi diresti?


Riccardo Poggi

Mi verrebbe un po' la risposta di Livraghi che dice: “Stiamo scoprendolo insieme”, l'internet è una realtà dinamica, in continua evoluzione, noi stessi sentiamo di essere un laboratorio, che evolve continuamente.
Questo discorso del Silenzio che fa emergere la Parola è una nostra caratteristica costante; io non ho mai pensato insieme a Paolo di creare questo sito o di formare questa community, ma ogni volta che rinunciavo alla mia idea e lasciavo parlare l'altro si aggiungeva una mattonella di questa costruzione. Allora la caratteristica è un po' questa, che a differenza di altre comunità che focalizzano l'uno o l'altro aspetto dell'internet oppure utilizzano l'internet per promuovere la loro realtà, noi puntiamo a orientare l'internet a essere strumento di unione e di fraternità tra gli uomini, e quindi ci interessa tutto dell'internet, tutto nel senso che tutto può contribuire a far si che questa comunità di persone (come dice Livraghi) vada verso la fraternità, quindi tutto ci interessa e tutte le persone ci interessano. La comunità è composta di persone di tutte le caratteristiche. Andiamo adesso dai 12 agli 85 anni circa, abbiamo professionisti, abbiamo studenti, abbiamo pensionati, abbiamo casalinghe, professionisti di varie professioni. Anche geograficamente siamo un po' dappertutto, perché siamo nati sì a Genova e a Torino, ma abbiamo partecipanti alla community anche attivamente un po' da tutto il mondo, in Australia come in Thailandia. Io sarei curioso - siccome alcuni li ho incontrati qui per la prima volta, se alzate la mano tutti gli iscritti al sito...

Jovi Berton

La nostra proposta per questo convegno è invitare i presenti a scoprire quello che stiamo facendo, aiutarci anche ad approfondire i temi che stiamo trattando.

Ho incontrato tante persone che avevo conosciuto al convegno precedente di NetOne, ci siamo confrontati sui progetti che stiamo portando avanti adesso, sarebbe bello che tutte queste ricchezze fossero messe in comune anche con gli altri, è un po' quello che proponiamo con la nostra comunità.

Per noi è stato un arricchimento, un dono per gli altri, e ci pare una cosa positiva darvi magari il pretesto di visitare il sito, magari spedire una mail, iniziare un dialogo...

Un esperimento che stiamo portando avanti è una specie di incontro “locale”. Dove ci sono più persone della comunità (ad esempio Genova, Torino) ci incontriamo in piccoli gruppi: sono momenti in cui nascono delle nuove idee, dove mettiamo in comune le esperienze che stiamo facendo, e portiamo al gruppo i nostri approfondimenti.

Per noi è stato un arricchimento, un dono per gli altri, e ci pare una cosa positiva darvi magari il pretesto di visitare il sito, magari spedire una mail, iniziare un dialogo...

Un esperimento che stiamo portando avanti è una specie di incontro “locale”. Dove ci sono più persone della comunità (ad esempio Genova, Torino) ci incontriamo in piccoli gruppi: sono momenti in cui nascono delle nuove idee, dove mettiamo in comune le esperienze che stiamo facendo, e portiamo al gruppo i nostri approfondimenti.


Valeria Borra

Per tutti quelli che vogliono conoscerci di più: www.web4unity.net


Una domanda del Prof. Mauricio Pimentel durante il dialogo

L'esperienza di creare gruppi internet non è necessariamente nuova, ma l'esperienza che voi avete mostrato è un'esperienza di grande successo e in continua crescita; mi ha richiamato molto l'attenzione il fatto che voi avete riunioni virtuali e anche riunioni locali in presenza e quindi io vorrei chiedervi un commento su come vedete l'importanza di queste riunioni in presenza anche dal punto di vista dell'evoluzione tecnologica e della velocità del contatto umano e dell'etica umana.


Riccardo Poggi

In realtà questo ha molto a che fare con il nostro quarto punto: ciò che importa è l'uomo e non il mezzo. Quindi, in particolare quando abbiamo fatto questo primo convegno, abbiamo detto “noi abbiamo voluto riunirvi qua piuttosto che preparare un sito”. Il sito è venuto dopo, è venuto dopo come aiuto... Naturalmente sull'internet la vita in rete è fondamentale, ed è quella che, come si diceva prima, si “automoltiplica”. Però proprio per il fatto che sentiamo che la persona è al centro, diventa un'esigenza quella di incontrarsi poi davvero, e questo riusciamo farlo dove c'è un numero sufficiente di persone geograficamente vicine, per adesso lo facciamo solo in queste due città: Genova e Torino.

Ma vedo che già in Brasile ci sono 2 iscritti, intorno a Bologna c'è un gruppetto, quindi la cosa è possibile. Funziona perché nel momento in cui tu vedi in faccia l'altro (a volte è anche bello incontrare l'altro dopo averlo conosciuto diciamo con una brutta parola “virtualmente”). Tu l'hai conosciuto, hai approfondito un rapporto sulla rete, poi lo incontri di persona e allora ti appare magari diverso fisicamente da come te l'aspettavi, ma siccome in realtà quello che conta è l'anima della persona è sempre una esperienza interessante, e nel contatto diretto è possibile mettere in comune più facilmente anche l'esperienza o l'elaborazione personale.

Noi vediamo importante questo scambio, e dopo l'incontro del piccolo gruppo vorremmo che l'elaborazione del piccolo gruppo venisse riportata di nuovo sul web per essere condivisa anche da tutta quella community che è sparsa per il mondo.

Ci sembra che questo sia - come diceva la domanda - un po' un aspetto nuovo rispetto ad altre community. Ci sono altri esempi, ma noi vorremmo valorizzarlo; è sicuramente una cosa che vorremmo scoprire di più e che già ha dato dei frutti.

Sempre nel piccolo gruppo una cosa che si fa è cercare che una persona si prepari su un argomento su cui è più competente e lo presenti al gruppetto, questo aiuta lui a crescere (nel senso che il prepararti ti costringe a studiare di più, a confrontarti con la tua ignoranza stessa), e fa crescere la cultura comune.



inizio pagina

Copyright © 2005 by NetOne - Tutti i diritti di riproduzione riservati - progetto grafico Annette Loew