Sessione comune

Sarah Mundell
studente di giornalismo presso l'universita' di New Paltz

Panel 1 - Le domande della società globale

Progetto di gruppo per un corso di etica mediale

Verso la conclusione del corso, il professore di etica mediale ci ha chiesto un giorno di preparare un lavoro di gruppo per affrontare ed esporre un problema etico secondo uno dei metodi di decisione studiati. Ci spiegava anche che lavorare a gruppi sarebbe stato il miglior modo per noi, futuri giornalisti, di far pratica con l'etica vissuta in situazioni di vita reale.

Tra i cinque argomenti proposti abbiamo scelto il problema della censura di foto di guerra nei quotidiani degli USA (specialmente della corrente guerra in Iraq). Infatti eravamo tutti d'accordo che la maggioranza di foto sui giornali erano foto di routine di esercitazioni militari, tutte molto vaghe, che allontanavano dalla realta' e disumanizzanti. Se le foto riprendevano persone, erano invece spesso foto che chiamavano vendetta, odio, paura e patriottismo. Ci sentivamo privati della nostra dignita' sentendoci ledere e manipolare le nostre opinioni, invece di ricevere un quadro oggettivo ed equilibrato delle due parti in conflitto. Sentivamo che tale censura stava aiutando la causa di una guerra ingiusta.

Pur entusiasti di lavorare a questo progetto insieme, ben presto i nostri “io” si sono fatti strada. Un membro del nostro gruppo, Dan, aveva un sacco di buone idee, ma non ascoltava nessun'altra opinione, non faceva la sua parte, pur continuando a dirci che dovevamo fare la nostra.

Mi sono subito accorta che, come me, tutti gli altri nel gruppo iniziavano ad averne di troppo. Cosi' ho cercato di capoire quale fosse la parte della presentazione affidata a me in modo da prepararmi da sola e non essere disturbata continuamente da quel ragazzo. Ma mi sono accorta che non era il giusto atteggiamento da prendere.

Ho cercato di trovare modi di aprire la discussione per avere il contributo degli altri, e sicuramente ha aiutato un po'. Ma solo una settimana prima della presentazione, una grande incomprensione ci ha quasi bloccato.

Un giorno ci eravamo messi d'accordo di ritrovarci ad una certa ora. Dan ha capito un'ora diversa… Cosi' il problema era dalle due parti: sembrava proprio che lui ci volesse ignorare, mentre lui si sentiva tagliato fuori dal gruppo.

Sarebbe stato semplice andare avanti senza di lui, ma a quel punto abbiamo ricevuto un e-mail. Dan cercava di capire dove non ci eravamo capiti, e scongiurava di voler fare la sua parte anche se si sentiva un po' escluso. Ora erano gli altri che non volevano ascoltare. Ne avevano avuto abbastanza! Ho capito che se non facevo un passo in piu' per amare, questo progetto di etica sarebbe finito in una piccola guerra.

L'ideale dell'unita' mi ha insegnato che devo essere io per prima ad andare verso gli altri ed amarli, quindi anche Dan, anche se gli altri non volevano perdonarlo. Cercando di rispondergli insieme, li ho ascoltati anche dando suggerimenti se il tono si faceva troppo ostile. E poi ho chiesto a Dio di prendersi lui cura della cosa.

Il giorno seguente ho incontrato Dan. Sembrava un'altra persona. Mi ha chiesto cosa poteva fare per risolvere la situazione. I suoi impegni con gli altri corsi che seguiva e il suo lavoro gli aveva impedito di lavorare al nostro progetto fino a quel momento. Ho cercato di amare Gesu' in lui, senza tornare sul passato. Gli ho detto quali informazioni ancora ci mancavano e in quale sito avrebbe potuto trovare qualcosa. Poi gli ho anche suggerito di scrivere al piu' presto un e-mail al resto del gruppo per riferire di questa ricerca. Era in pace.

Ritrovandoci insieme il giorno dopo, non si riconosceva piu' il gruppo. C'era una nuova atmosfera di rispetto e buona volonta' a lavorare insieme. La presentazione finale e' stata un grande successo, con grande soddisfazione del professore. Personalmente ho sentito che il piu' grande successo era stato che l'etica dell'amore messa in atto aveva contribuito a costruire la pace. Certamente, abbiamo scoperto che foto scelte e pubblicate secondo la verita' e il rispetto fanno una grande differenza sulla formazione dell'opinione pubblica e sui rapporti tra le persone. Ma anche abbiamo capito che il lavoro che ci sta dietro puo' anch'esso cambiare le persone e far sperimentare come sia possibile costruire unita' e pace dovunque si sia.


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