Piero Damosso
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I rapporti con Hollywood
Intervista a Chiara Lubich
Michele Zanzucchi
Queste idee appena abbozzate sono nate da un’intuizione di Chiara Lubich, che vorremmo presentare brevemente attraverso un’intervista filmata, realizzata per la Rai da Piero Damosso.
Piero Damosso
Sì, questa intervista è andata in onda per TV7 di Raiuno. Ricordo che ero andato a Rocca di Papa, per incontrare Chiara. L’intervista fu la sintesi di un lungo colloquio, in cui Chiara mantenne la pazienza di rispondere a tutte le domande, che furono tantissime…Ricordo bene che appena io abbassavo gli occhi sul taccuino delle domande, lei si fermava, pronta a rispondere ancora. Ne ho fatte tante, ormai, di interviste, ma questo tipo di attenzione non l’avevo mai sperimentata. Mi resta, di quella conversazione, una grande emozione e una grande serenità. Sì. La serenità che, nonostante tutto, “ nulla è impossibile”!
Intervista a Chiara Lubich
Piero Damosso
Il Movimento dei Focolari nasce a Trento nel 1943, in uno dei momenti più drammatici della nostra storia: la seconda guerra mondiale. Nasce da lei e da alcune sue compagne. Lei era una splendida ragazza di 23 anni.
Chiara Lubich
E noi vedevamo veramente che anche i nostri piccoli ideali che avevamo andavano in fumo. Per esempio, appunto, una mia compagna voleva rifarsi la sua bella casa, ma è crollata; un'altra voleva sposarsi, ma il fidanzato non è tornato dal fronte. Quindi siamo state messe proprio di fronte al "tutto crolla", che tutto è vanità delle vanità, come dice la Bibbia. Però io ho sentito dentro di me come qualcuno che mi dicesse: ci sarà un ideale che non crolla, che nessuna bomba può far crollare? Ci sarà? E l'ho detto alle mie compagne, e ho detto: sì c'è; è Dio. Dico: facciamo di Dio l'ideale della nostra vita.
Fu questo il carisma. E' una luce, ti fa capire le cose in modo nuovo come tu non le avessi mai lette. "Ama il prossimo tuo...", lo sapevamo da 23 anni, "Ama il prossimo tuo...", eppure lì c'è una luce e una forza che ti spinge a viverle subito; questo è il carisma.
E noi: "Ma chi è il prossimo? Ah, è quella vecchietta che non viene al rifugio, è stanca, si trascina, bisogna sostenerla! Ah, quella mamma con quei cinque bambini, come fa a badare a quei cinque bambini nel rifugio, prendiamone ognuna in collo e portiamoli a casa. Ah, quell'ammalato nel letto e non può venire nel rifugio, quindi è nel pericolo, andiamo a fargli le iniezioni, andiamo a sostenerlo."
Poi il giorno dopo aprivamo il Vangelo ancora, non so: "Date e vi sarà dato". Avevamo un solo uovo in focolare magari, nel primo piccolo focolare, lo davamo al povero perché sempre tutti chiedevano - era un disastro la guerra! - e ritornava in giornata un sacchetto di uova, e si distribuivano e tornavano ancora, e "date e vi sarà dato" era una realtà, era una realtà!
Tutte queste cose che succedevano ci facevano capire che Cristo non è di 2000 anni fa, è presente, anche adesso. E che se noi crediamo a quello che lui ha detto, tutto si verifica, le sue promesse diventano realtà. Così si è fatto evidente per noi l'amore di Dio, in questo modo.
Piero Damosso
Lei ha come ideale quello dell'unità, fare il mondo unito. Un grande obiettivo che, per la verità, sembra un sogno di fronte alle guerre etniche, economiche e religiose, e ai piccoli conflitti personali.
Chiara Lubich
Io la spero perché è stata una preghiera di Gesù, che non può non essere, ad un dato punto, esaudita. Lui ha detto: "Che tutti siano uno...", non sappiamo se sarà domani, dopodomani, fra qualche secolo, non lo sappiamo, però tendere lì bisogna, se siamo cristiani.
Piero Damosso
Il suo ultimo libro s'intitola: Il grido. E' il grido di Gesù abbandonato sulla croce. "E' divenuto presto il nostro tutto", lei ha scritto. Ma come è nato questo amore?
Chiara Lubich
A Trento, il nostro amore andava soprattutto verso i poveri, vedevamo Cristo in loro, e allora, ecco, una mia compagna, per esempio, in una di queste occasioni si è presa la malattia; aveva tutta la faccia piena di piaghe, ma era contenta. Lei diceva: sono come Cristo in croce. E, una volta, non potendo andare alla Comunione ha chiamato un prete perché venisse a casa. E io ero presente e lui dice: "Ma sapete quand'è che Gesù ha sofferto di più?"
E io dico: "Ma, dicono nell'orto degli ulivi." Perché così era la mentalità. E dice: "No - dice - , è quando in croce grida: 'Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato?'"
Quando lui è uscito, mi sono fermata con questa mia compagna, che c'è tuttora qui, Doriana si chiama, e ho detto: "Ma se è vero che Gesù ha sofferto perché si sentiva abbandonato , abbiamo una vita sola, seguiamo Lui." Ecco, erano tutte cose che combinava Dio con il carisma, siccome il nostro ideale tendeva all'unità, abbiamo capito che in Lui “abbandonato ” era proprio la chiave dell'unità, perché Lui era stato quello che ha vinto la più grande disunità cioè: la disunità degli uomini con Dio, perché peccatori e fra loro tutti. Mentre Lui con la sua redenzione ha ricomposto queste due unità.
Piero Damosso
Il suo Movimento oggi raccoglie 7 milioni di persone in 182 Paesi del mondo. L'unità è vissuta con quattro dialoghi: all'interno della Chiesa cattolica, tra le Chiese cristiane: appartengono al Movimento fedeli di 350 Chiese e Comunità. Ma l'ideale dell'unità riesce ad aggregare anche ebrei, musulmani, induisti, buddisti, animisti, taoisti, sikhs e poi persone che non hanno una fede religiosa.
Accanto a questo c’è anche una serie impressionante di opere, giornali, case editrici e centri in tutti i continenti; negli ultimi anni sono maturate idee ed esperienze nuove nell'economia: l'Economia di Comunione coinvolge centinaia di aziende; nella politica e nell'informazione. Nel 2000 sono nati il Movimento dell'Unità, cui partecipano politici di tutti gli schieramenti e il centro NetOne per la comunicazione; movimenti mondiali che affermano il primato di Dio e della fraternità sul mercato globale.
Chiara Lubich
Perché abbiamo scoperto che in tutte le religioni c'è la cosiddetta "regola d'oro", la quale dice: "Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te...", che vuol dire: ama gli altri. Noi insieme cerchiamo di amarci anche con loro, per cui si sono stretti rapporti fra il nostro Movimento e un Movimento musulmano afro-americano, che sono due milioni di persone, come fossimo fratelli e sorelle. Loro sono neri e accettano me come leader, e sono bianca e sono cristiana e sono donna, che per i musulmani non dovrebbe essere possibile.
E anche lì dove c'è la guerra, appunto, in Israele, noi abbiamo la nostra comunità fatta di Israeliti e Palestinesi che domani saranno una cerniera fra questi due popoli, unitissimi.
Piero Damosso
Come si immagina, che cosa si aspetta dal faccia a faccia con Dio?
Chiara Lubich
Noi abbiamo una canzone che ha messo in musica un mio pensiero, che dice così: "Quando sarò alla tua porta, tu mi chiederai il mio nome. Io non ti dirò il mio nome, ti dirò solo grazie, per tutto e per sempre." Questo è il mio nome. Questo è il nostro atteggiamento. Quindi non tiriamo fuori né meriti, né peccati, diciamo solo: grazie. E io lo posso dire con il Movimento che ho visto nascere.
Michele Zanzucchi
L’intervista è stata come l’ introduzione a un importante riconoscimento che riguarda proprio la persona di Chiara Lubich.
“Lifetime Achievement Award”
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