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Premio “Lifetime Achievement Award” a Chiara Lubich
Michele Zanzucchi
E’ con noi Mary Cass, che da molti anni cura, per il Movimento dei Focolari, i rapporti con registi, autori, produttori nel mondo di Hollywood.
Mary Cass
Potreste giustamente domandarvi quale è il rapporto tra la spiritualità del Movimento dei Focolari e Hollywood e cosa stanno facendo qui oggi i nostri meravigliosi amici delle Produzioni Teatro Famiglia (che si trova nel cuore di Hollywood, in California), che stanno per assegnare il premio “Lifetime Achievement Award” a Chiara Lubich.
Sarebbe impossibile dare questa mattina una risposta esauriente, però possiamo cominciare ad offrire una spiegazione che è molto legata a tutto ciò che abbiamo detto ed ascoltato durante questi tre giorni.
Per fare questo dobbiamo guardare alla storia del Focolare, al suo sviluppo durante i suoi sessant’ anni.
Sappiamo che Dio non è solo bellezza. Egli è anche bontà e verità. Non esiste autentica bellezza senza verità e senza bontà.
La interconnessione fra bellezza, verità e bontà è stata sempre sottolineata nel nostro Movimento, però questa comprensione si è sviluppata in un modo originale.
Già negli anni ‘50 c’è stato un fatto sorprendente. “Sembrava - così ha raccontato Chiara recentemente – che già allora lo Spirito Santo voleva comunicarci i suoi piani sul nostro Movimento. Egli ci faceva comprendere che ci sarebbero stati tre periodi nell’Opera di Maria ‘il Focolare’. Questi periodi erano già presenti nel DNA dell’Opera, se così si può dire, per il carisma che l’ha suscitata e che la sta portando avanti, ma sono venuti in piena luce soltanto pochi anni fa”.
Nel primo periodo l’accento nel Focolare era: imitare Dio che è Amore (Bontà) amando, vivendo le Sue parole e portando abbondanti frutti. E’ stato un cambiamento radicale nella vita di tutti coloro che avevano fatto la scelta di Dio Amore come loro ideale; amare gli altri come sé è diventato uno stile di vita ed è nata una nuova via spirituale che è nello stesso tempo individuale e comunitaria.
Nel secondo periodo, come frutto di questa spiritualità vissuta, veniva in evidenza che lo Spirito Santo chiamava il Focolare ad un altro compito: elaborare ed estrarre da questo stile di vita la dottrina che vi soggiace: la sua verità.
E’ nato un Centro Internazionale di Studi nel Centro del Movimento, qui a Roma, chiamato Scuola Abbà.
“Dopo anni e anni di questa impegnativa e splendida sequela – così diceva Chiara nel 1996 all’Università di Lublino in Polonia – il Signore nella sua bontà faceva conoscere a me e a coloro che appartengono al Focolare, qualche cosa della sua infinita sapienza. Questo non riguardava soltanto gli studi teologici, ma anche tutti gli ambiti del sapere, aprendo in questo modo la possibilità di nuove linee guida che devono innervare le varie scienze ”.
Nei primi anni del Movimento siamo stati profondamente toccati da un’espressione di San Francesco d’Assisi, quando riferendosi ai suoi frati che aveva mandato a Parigi per studiare, esclamava: “Parigi, Parigi non distruggere Assisi”.
Perciò noi abbiamo sempre sentito profondamente che non potremo mai dimenticare il legame vita-studi, la luce della verità come sostegno alla vita, ma prima di tutto la vita basata sull’amore.
Ma la nostra storia continua… Ed è nato un terzo periodo, in cui comprendiamo che Dio ci spinge ad esprimere con la nostra vita non solo la Sua bontà, non solo la Verità, ma anche la Bellezza. E abbiamo dato a questo periodo, che ora viviamo, il nome di un’altra città: Hollywood.
In questo modo non soltanto Assisi (la spiritualità vissuta), non solo Parigi (una splendida dottrina nata dalla spiritualità che getta una nuova luce su tutte le discipline), ma un nuovo sviluppo: quello di dare Dio al mondo attraverso la bellezza, aiutando tutti coloro che lavorano in questo campo, in modo che bontà e verità vivano in loro insieme alla bellezza.
In un viaggio negli Stati Uniti, Chiara Lubich ha parlato di questo terzo periodo del Focolare ad alcuni attori: “Dobbiamo dare Dio attraverso tutti i mezzi di comunicazione, affinché Egli torni di nuovo di moda, Dio che è Bellezza , una bellezza che supera tutte le bellezze di questo mondo, un Amore che conquista tutti gli altri amori…”.
Motivati da questo desiderio di gettare un piccolo seme di questo grande progetto, abbiamo cominciato (proprio a Hollywood, dove il Focolare era già presente da venti anni) a tenere incontri per professionisti che lavorano nell’industria dello spettacolo e per studenti di cinematografia. Questi incontri hanno lo scopo di radunare coloro che sono impegnati a trasmettere valori positivi attraverso i loro progetti, per favorire, con lo scambio di idee, di esperienze, di riflessioni, la diffusione di tali valori.
Si è formata una piccola comunità di sostegno che è diventata una fonte di incoraggiamento per studenti e per giovani produttori di film che hanno come ideale di creare opere che elevano lo spirito umano.
Nel 1999 il Premio Luminosa per l’Unità è stato assegnato a Jack e Patt Shea (lui per due volte presidente dell’Associazione americana dei registi cinematografici e lei, una famosa soggettista), due personaggi che hanno avuto una forte influenza positiva sulla comunità di Hollywood. Noi pure siamo diventati, col tempo, sponsorizzatori e partecipanti (tenendo seminari di mezza giornata) nel festival cinematografico annuale Città degli Angeli.
Alcuni membri di NetOne: uno scrittore, un produttore televisivo, un produttore cinematografico e un regista, provenienti da diversi Paesi, hanno partecipato a questi seminari varie volte, mettendo in comune le loro intuizioni e le loro preziose esperienze di lavoro con la comunità di Hollywood. Questi momenti di scambio interculturale hanno avuto un impatto molto positivo.
Le amicizie costruite con la comunità di Hollywood sono state di grande arricchimento ; i miei amici del Focolare ed io siamo rimasti edificati di constatare quanto bene si è fatto, spesso andando contro corrente, rischiando la propria carriera.
Un gruppo della comunità cinematografica di Los Angeles ha partecipato ad una conferenza di NetOne tenutasi qui alcuni anni fa.
Rapporti particolarmente profondi di collaborazione si sono stabiliti con le Produzioni Teatro Famiglia.
Teatro Famiglia è stato fondato a Hollywood da Padre Peyton negli anni ‘40, un figura altamente spirituale ed innovatrice (nel periodo in cui Hollywood ha cominciato ad esercitare un’influenza potente e unica sulla società). Egli è stato un uomo che precorreva il suo tempo per la sua comprensione di come usare l’influenza dei media per migliorare l’umanità e promuovere valori familiari positivi.
Forse questo è il momento per introdurre padre Wilfred Raymond, Direttore esecutivo delle Produzioni Teatro Famiglia.
Padre Willie (come è conosciuto a Hollywood) parlerà sul significato del premio delle Produzioni Teatro Famiglia, il “Lifetime Achievement Award”, sulla motivazione per cui è stato istituito e assegnerà tale premio a Chiara Lubich.
Intervento di Padre Winfried Raymond
Vorrei cominciare dicendo che non sarei qui se Mary Cass non ci avesse invitato e se, quando era a Los Angeles, non avesse costruito questi scambi tra il Focolare e Family Theatre Productions.
In realtà tutto questo era iniziato con un rapporto che c’era stato anni prima tra Chiara Lubich e Padre Peyton.
E’ una meraviglia essere qui, coloro che vengono dagli Stati Uniti d’America vengono da una elezione presidenziale molto dolorosa ed è molto rasserenante essere qui! E’ una meravigliosa opportunità essere con voi tutti, in questo ambiente bellissimo. Vorrei ringraziare in modo particolare tutti i membri dirigenti dei Focolari che sono stati con Chiara dall’inizio e per molti anni. Noi apprezziamo immensamente il grande dono che i Focolari sono per il mondo e per la chiesa.
Qualche decennio fa Padre Peyton aveva bisogno di aiuto per la sua attività nelle Filippine e chiese alla sua amica Chiara Lubich di aiutarlo. Chiara ha fatto sì che varie persone si dedicassero al lavoro di Padre Peyton nelle Filippine, molto importante ancora oggi.
Personalmente, continuando io il suo lavoro, sono molto grato a Chiara per quel grande dono.
Teatro Famiglia qualche anno fa ha deciso di istituire un premio annuale, per qualcuno che, a Hollywood, eccellesse nel suo lavoro, come attore, come regista, e allo stesso tempo fosse un testimone di una vita di fede vissuta con generosità ed integrità. Il primo anno è stato premiato Riccardo Montalban, un grande attore. L’anno scorso un altro grande attore Gregory Peck, in modo postumo, chiaramente. Quest’anno abbiamo deciso di onorare non qualcuno di Hollywood, abbiamo voluto onorare Chiara Lubich per il suo grande contributo.
Un apostolo è qualcuno che è chiamato e anche mandato. Silenziosamente, in mezzo a tutta la devastazione della guerra, Dio ha chiamato Chiara e l’ha mandata con le sue compagne per dire una parola al nostro mondo, una parola che irradia luce ovunque.
La luce della verità porta sempre speranza, ed se potessi soltanto aggiungere una parola su Chiara, la chiamerei una donna - e forse è proprio come donna che Dio l’ha scelta, con i doni che le donne portano al mondo- chiamata ad essere un apostolo dell’unità, ad essere un apostolo della comunione, un apostolo del dialogo, un apostolo del fuoco e dell’amore per tutta l’umanità.
Uno dei miei programmi preferiti è stato Walker Texas Ranger e non avrei mai pensato di poter incontrare il co-protagonista, Clarence Gilyard. Conoscerlo negli ultimi due anni e specialmente negli ultimi due giorni, fare passeggiate con lui e vedere come le persone reagiscono quando lo vedono, significa che lui è molto di più del co-protagonista di questo spettacolo, è molto di più! Vorrei invitarlo perché condividesse alcune riflessioni con voi.
Clarence Gilyard
Grazie. Voglio ringraziare il Focolare, NetOne, Mary Cass, Padre Willy, per aver reso possibile il mio essere qui come “studente ” del Focolare!
La signorina Graziella De Luca venerdì ha catturato la mia attenzione con molte cose che ha detto, ma una mi è rimasta particolarmente impressa. Ha detto che noi possiamo risolvere i conflitti a livello più profondo, non minacciando le persone, non combattendo, non con la guerra, ma attraverso il dialogo.
Sarebbe bello poter pensare a me stesso e alla mia vita come una persona di dialogo. Sarebbe veramente bello aver pensato nella mia vita a me stesso come un comunicatore. Ma sapendo quello che io so di me stesso, stando qui fra i colleghi artisti, pongo a me e a voi queste domande: quando gli altri parlano a cosa sto pensando io? Quando gli altri parlano, sto veramente ascoltando? Cosa sto cercando in questo ascolto? Informazioni? Opportunità? Opportunità di conoscere l’altro, opportunità per rispondere a ciò che ho veramente sentito? Opportunità di condividere qualcosa di me stesso? O un’apertura per mettermi in mostra in mostra ciò che io penso di sapere?
Ho scoperto nella recitazione come nella vita, che voi e io spesso ci prepariamo, facciamo le prove riguardo al nostro modo di parlare, proviamo il modo in cui diciamo le parole, mentre raramente ci prepariamo, facciamo le prove per la nostra abilità di ascolto, per creare un ambiente, il silenzio. Ho scoperto che noi lavoriamo veramente in modo duro nel cercare di ingannare noi stessi, perché c’è tanto rumore lì fuori nel mondo e noi dobbiamo proteggerci, cerchiamo di proteggerci da questo. La mia risposta storicamente è stata quella di negare la mia complicità nel crimine del far rumore. Ho provato a fare dei rumori ancora più forti, ho provato a fare dei rumori migliori.
Penso alla nostra generazione più giovane che è disperata nella ricerca di veri leader e non semplicemente dei sobillatori di folla. Ci sono delle forze molto potenti che lottano per avere le anime di voi giovani.
Perciò mi sento sfidato da questo congresso e voglio prendere sul serio il sogno di poter cambiare il mondo, voglio che il mondo sia un posto migliore in cui vivere.
Nedo Pozzi
Siamo arrivati alla fine e abbiamo una bella e graditissima novità. E’ arrivato in questo momento un messaggio da parte di Chiara Lubich. Un messaggio soprattutto indirizzato ai nostri amici di Hollywood, ma che è anche rivolto a tutti noi e siamo lieti di leggerlo ora a conclusione sia di questa ricca mattinata, sia di tutto il nostro congresso.
7 novembre 2004
Messaggio di ringraziamento per l'assegnazione del Premio Life Achievement Award
Carissimi Rappresentanti della Family Theater Productions di Hollywood,
impossibilitata ad essere presente al Congresso di Netone cui state partecipando, con questo messaggio vi ringrazio con tutto il cuore per aver voluto assegnare alla mia persona il LIFE ACHIEVEMENT AWARD.
Lo accolgo con gratitudine, sentendolo offerto non tanto a me quanto al Carisma che Dio mi ha dato e all'Opera che da esso è nata.
In questi tre giorni di Congresso, insieme ai Comunicatori provenienti da tanti Paesi, avrete avuto modo di confermarvi sull'importanza dei mass-media per la costruzione di un mondo composto nella fratellanza universale secondo il cuore di Dio.
Per tendere a questo ideale, in modo speciale ritengo importante il cinema, capace di trasmettere valori e far rivivere esperienze indimenticabili.
Spero di poter quanto prima ricevere di persona l'ambito riconoscimento ed auguro a voi ed a tutti i comunicatori presenti una felice conclusione del Congresso. Che non sia un evento che finisce, ma una nuova feconda esperienza comune che inizia, a gloria di Dio.
Chiara Lubich
Nedo Pozzi
Consegniamo il messaggio a Padre Willy e concludiamo con una riflessione.
Mi ha colpito molto il riferimento fatto da Chiara al cinema, all’efficace coinvolgimento che provoca. E’ sintomatico che il nostro congresso si chiuda proprio con questo momento dedicato a quella che è chiamata la settima musa, la musa della bellezza, al cinema. Perché?
Perché, si dice, la bellezza salverà il mondo. Forse questa è la più famosa e scultorea la frase di Dostoievskij. Una frase però, mi è stato fatto notare, che va oltre, perché poco più sotto viene chiesto nel romanzo L’Idiota: “La bellezza, ma quale?”
Perché “bellezza” è un termine ambiguo, non sarà certo un bel viso, una bellezza fisica che potrà salvare il mondo. Ci sono tanti tipi di bellezza. Rubo un’idea a Carlo Maria Martini che, analizzando questa testo, dice che a questa domanda il Principe Misckin non ha risposto. Perché? Perché stava assistendo con infinita compassione il giovane di diciotto anni che gli aveva fatto questa domanda e che stava morendo di tisi. Era il suo gesto, era il suo essere compassione, la risposta su quale tipo di bellezza salverà il mondo. Il Cardinale Martini dice appunto che sarà la bellezza dell’amore che condivide il dolore.
Questo tipo di bellezza qualsiasi persona, qualsiasi uomo, qualsiasi donna può perseguirlo, può cercarlo, così che diventi veramente lo stile della propria vita.
E’ questo l’augurio che ci portiamo via e che facciamo a tutti voi, dicendovi grazie per la partecipazione veramente costruttiva a questo congresso, che sarà sicuramente una tappa importante per lo sviluppo degli ideali di NetOne in tutto il mondo.
Grazie a voi tutti. E naturalmente il grazie più importante, consentitemi , il grazie più di cuore lo rivolgo a Chiara Lubich che ha dato origine a tutta questa realtà che sta fiorendo intorno a noi.
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